Recentemente è stata lanciata un’invenzione innovativa chiamata “Nastro trasportatore per auto” che, stando a quanto annunciato, è destinata a risolvere il problema che affligge le nostre principali città: il traffico!
Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo invitato a parlarne uno degli ideatori del progetto a cui subito chiediamo – ma veramente avete trovato la soluzione al traffico ? E come ?
– Direi proprio di si – risponde sicuro e continua – abbiamo ideato una sorta di nastro trasportatore installato sulle strade dove le auto vengono agganciate, una in fila all’altra come su dei binari e così vengono trasportate fino alla loro destinazione, senza che chi guida debba scendere.
– Mi scusi – lo interrompo – ma non tutti devono andare nello stesso posto e allora come si fa?
Allora lui si sporge in avanti con il busto dalla sedia e sorridendo risponde – comprendo la sua domanda più che legittima e le dico che è una delle prime che ci siamo fatti quando abbiamo iniziato il progetto… – torna ad appoggiarsi comodamente sullo schienale e dopo una breve pausa, sussurra soddisfatto – e abbiamo trovato la soluzione!
– Abbiamo inserito un dispositivo che dialoga con il veicolo – spiega – così quando siamo agganciati al nastro, dalla nostra auto possiamo impostare la nostra destinazione che viene registrata dal sistema.
Mi guarda e sicuro di aver destato la mia curiosità, riprende – il sistema registra la destinazione di tutti i veicoli agganciati e ferma il nastro proprio nel punto in cui si trova l’incrocio utile per la nostra destinazione e sgancia l’auto, così che possiamo continuare per la nostra strada, magari agganciandoci ad un altro nastro oppure percorrendo strade tradizionali.
Allora, in modo provocatorio gli chiedo – ma se il nastro si ferma per ogni macchina ai singoli incroci, non si rischia di perdere tanto tempo…
Prima che finisca la domanda spiega – dalle prove effettuate in alcune città è risultato che con il nostro sistema la media di percorrenza è di circa 50-60 KM/h, molto superiore alla media attuale che si registra nelle nostre città sulle strade di maggiore percorrenza.
Senza attendere la mia successiva domanda riprende con voce pacata – Inoltre, bisogna considerare che con il nostro sistema non si creano ingorghi agli incroci in quanto i nastri sono coordinati fra loro, con i semafori e con le precedenze.
– Quindi anche nessun incidente… – gli domando.
Sorride e con espressione soddisfatta esclama – esatto! Lei ha afferrato anche l’altro aspetto importante. Non solo non ci saranno incidenti agli incroci, ma nemmeno fra le auto in coda: quante volte per distrazione o per bruschi rallentamenti della fila si tampona l’auto davanti, così bloccando definitivamente la strada. Senza contare i pedoni…
– Già i pedoni ? – lo incalzo.
Soddisfatto della domanda, spiega – i pedoni saranno anche più tutelati perché il sistema è coordinato anche con le strisce pedonali e quando un pedone sta per attraversare il nastro, grazie a dei sensori, si ferma e lo fa attraversare in sicurezza.
Fa una pausa, si guarda attorno come a cercare l’attenzione di tutti e con un ampio gesto delle mani e una certa enfasi riprende – Ma poi vuole mettere il minore stress per chi guida… – Sto per intervenire, ma mi interrompe.
– Pensi che vantaggio per chi guida potersi rilassare durante la strada, non dover continuamente accelerare e frenare ogni metro, chi vorrà potrà leggere un libro, parlare al telefono e poi, sopratutto, fare tutto questo a macchina spenta, perché è il nastro che ci porta, quanto meno smog e quanto risparmio di benzina!
Prendo il coraggio e gli chiedo a bruciapelo – come risponde alle polemiche che vi riguardano, di chi vi accusa di voler trasformare le persone in automi, come tante scatole su catene di montaggio e che in fondo siete ispirati da una sfiducia negli automobilisti ?
Sospira e il suo sguardo si volge verso il basso. – Riguardo la sfiducia negli automobilisti, non voglio commentare, ma lascio rispondere ai dati sugli incidenti – Alza lo sguardo e continua – circa la polemica a cui si riferisce, quella di voler trasformare le persone in automi, mi permetta di risponderle con una domanda: si è mai soffermato a guardare la mattina gli automobilisti in fila? – Sorride con un certo sarcasmo.
– Allora – intervengo cercando di alleggerire l’atmosfera – a quando la prima installazione sulle nostre strade?
Sorride e mi risponde – Presto speriamo, presto…
– Grazie e in bocca al lupo per il vostro progetto.