Macchina fotografica… su ruote

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Nuvole in-formazione

Una settima fa un nostro affezionato lettore ci ha pregato di intervistare una sua amica che, a suo dire, “aveva fatto l’invenzione del secolo”.

Di solito queste segnalazioni si rivelano poco interessanti, se non addirittura false, come quel lettore che ci aveva riferito che un suo cugino aveva inventato la macchina del tempo, peccato che quando abbiamo provato a contattarlo l’inventore si è sempre negato… che fosse in viaggio nel tempo?!

Per non parlare dell’inventore del cellulare per cani che ci era stato segnalato da un altro nostro affezionato lettore. Ebbene, non potrò mai dimenticare la scena di questo cagnetto che correva isterico da una stanza all’altra inseguendo la voce metallica del suo padrone che usciva da una scatola di plastica legata al collare, rincorso dall’inventore che gli intimava – Premi il tasto rosso per rispondere! Premi il testo rosso! – E rivolto a noi – Non capisco, l’ha sempre fatto – come a volersi giustificare.

Ecco perché ero scettico quando ho accettato questa intervista, anche se stavolta mi avevano assicurato che era una cosa interessante.

Ora di fronte a me c’era una donna sulla quarantina e un ragazzo poco più che ventenne.

– Innanzi tutto, – dico per rompere il ghiaccio – grazie di aver accettato il nostro invito.

– Grazie a voi. Seguo spesso la vostra rubrica e la trovo veramente interessante, – risponde la donna con una voce squillante, accennando a un sorriso che cambia completamente l’espressione del suo viso, fino ad allora un po’ teso.

Allora, viste le esperienze passate, vado dritto al punto e, facendo finta di leggere un immaginario programma sul foglio che ho davanti, gli domando, – ho sentito parlare di questa particolare macchina fotografica e mi ha incuriosito molto, di cosa si tratta?

I due si guardano e il ragazzo sottovoce incoraggia la donna, – vai tu, inizia tu.

La donna si schiarisce la voce, alza gli occhiali sulla fronte e comincia a parlare. – Amo viaggiare in macchina e quasi sempre scelgo le strade secondarie senza preoccuparmi del tempo che ci impiego. Per questo cerco sempre di partire con un certo anticipo per godermi il viaggio senza fretta.

Prende una pausa, scambia un veloce sguardo con il ragazzo che ricambia con un cenno di assenso e riprende, – spesso le strade secondarie offrono scenari spettacolari che difficilmente si incontrano sulle autostrade. Per non parlare degli incontri inaspettati, come quella volta che mi sono trovata davanti decine e decine di lama che attraversavano la strada…

– Dei lama? – Le chiedo sorpreso.

– Si dei lama! – Ripete la donna e scoppia in una risata. – Non volevo crederci nemmeno io, ma poi ho scoperto che vicino c’era un allevamento che produceva anche degli ottimi maglioni…

Senza volerlo il mio sguardo va sul suo maglione e lei si sbriga a chiarire con un certo imbarazzo, – no, no questo non è di lama, – e ridiamo entrambi.

E ride anche il ragazzo che fino ad allora appare piuttosto assente.

– Insomma, – prosegue lei dopo aver ripreso il controllo, – in questi casi o di fronte a dei bei panorami, mi nasce la voglia di fare una foto, ma qui nascono i problemi. – Fa una breve pausa, cerca il mio sguardo e capito che aveva la massima attenzione, con voce tranquilla, ricomincia, – non riesco mai a fare la foto che vorrei, perché non trovo il modo di accostare la macchina e fermarmi, oppure per quando riesco a fermarci ho perso l’attimo e lo scenario che vedevo dal vetro della macchina non è quello che avrei voluto fotografare.

Capisce che le sto per fare una domanda, ma con un lieve cenno della mano mi ferma.- Immagino quello che mi vuole chiedere, potrei fare una foto stando in macchina, giusto?

Non era proprio quello che volevo chiederle, ma sto al gioco e l’assecondo – si, in effetti…

– Ho provato – continua la donna, – ma attraverso il parabrezza ci sono sempre dei riflessi del vetro, per non parlare della mappa disegnata dai moscerini kamikaze o dagli uccelli bombardieri di precisione. Poi attraverso il finestrino laterale non è proprio possibile perché non si ha una buona visione frontale.

– In effetti, ha ragione… – le dico con poca convinzione, temendo di essermi imbattuto in un’altra fregatura, ma l’entusiasmo della donna mi attirava e allora la incoraggio – E allora?

– Allora, ecco la soluzione! – Batte la mano sul tavolo e fa quasi per alzarsi, ma si risiede e questo basta a farmi sobbalzare e prima che potessi riprendermi, lei precisa, – la soluzione è far fare la foto direttamente alla macchina! – Eccitata ed euforica guarda il ragazzo che le sorride e poi guarda me.

Evidentemente la mia espressione senza volerlo lasciava trapelare un misto di curiosità e preoccupazione per la sanità mentale della donna.

– Si ha capito benissimo! – Esclama lei non curante del mio pensiero. – La fotografia la fa direttamente la macchina che sarà dotata di un vero e proprio obiettivo.

A questo punto rompo gli indugi. – Mi sembra molto interessante, ma le confesso che non riesco a capire come funziona.

Evidentemente si aspettava questa domanda e non si scompone. – Vuoi spiegare tu come funziona, visto che sei tu l’ideatore del progetto tecnico? – Rivolgendosi al ragazzo.

Il ragazzo che fino a quel momento era stato ad ascoltare rilassato sullo schienale della sedia, si tira su, e si schiarisce la voce. – A dir la verità l’idea è sua, io l’ho solo sviluppata dal punto di vista tecnico. – Fa una pausa e senza distogliere lo sguardo dalla penna che aveva fra le mani, quasi a voler cercare le parole nell’inchiostro all’interno. – Quello che abbiamo fatto è creare una piccola fotocamera che si installa dietro allo specchietto retrovisore e riproduce esattamente quello che vedo dal parabrezza, senza alcun riflesso.

– E come faccio a scattare la foto senza fermarmi? – Chiedo stavolta con sincero interesse.

– Per le macchine più nuove abbiamo creato una app da scaricare sul cellulare che si può far funzionare anche sul display del cruscotto della macchina e la foto si scatta con un comando vocale o premendo un tasto sul display, semplice come quando cambiamo stazione radio o facciamo una telefonata senza usare il cellulare.

– Invece per le auto più vecchie, – continua – semplicemente abbiamo creato un pulsante sul cruscotto che aziona la fotocamera… click e la foto è fatta!

Visto che non accennavo alcuna domanda, il ragazzo ora più spigliato e con entrambe le mani protese in avanti, con fare entusiasta precisa, – e la cosa interessante è che le foto le ritrovo direttamente sul mio cellulare tramite la nostra app!

Sto per fare una domanda, ma vengo sopraffatto nuovamente dalla donna. – E guardi che foto! – E mostrando il suo cellulare comincia a far scorrere diverse foto quando improvvisamente eccoli i lama! Un lama in primo piano impettito osserva a testa alta con fare da bullo e la mascella storta come chi mastica una gomma, mentre altri lama incuriositi sporgono il collo domandandosi cosa li sta osservando.

 Ormai incontenibile e padrona assoluta la donna esclama, – e questo è solo l’inizio, a breve si potranno fare anche dei video e stiamo lavorando per inserire anche un obiettivo che permetta la visione notturna – e rivolgendosi al ragazzo, – vero?

– Si vero – asseconda il ragazzo preso in contropiede, – il tempo di risolvere alcune questioni tecniche – incrociando lo sguardo eccitato ed entusiasta della donna – ma non sarà un problema.


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