La Sig.ra S. è tornata a casa

Icona lampi di vita

Lampi di vita

Un caldo soffocante la avvolse all’improvviso. Era stanca dello scorrere di visi, sguardi, occhi curiosi, travolta da uno sciame di profumo misto a sudore.

Una voce di donna la travolse: – permesso devo scendere, fatemi passare – e quasi la fece cadere – ma che modi… – ringhiò rabbiosa.

Si guardò attorno e colse solo occhi accigliati, labbra stanche e corpi che si lasciavano trascinare da questo fiume di folla e dai strappi della carrozza.

Una donna stava cantando una nenia al suo bambino che non smetteva di piangere, mentre la donna seduta vicina si girava continuamente con sguardo accusatorio.

Una donna anziana era seduta circondata dalle sue buste della spesa a cui le persone non disdegnavano qualche calcio passando.

Ecco l’ultima stazione. Fu risucchiata fuori.

Si prese un momento per godersi lo spazio e l’aria fresca.

Poi, con passo svelto e testa china prese la via delle scale e poi la strada ed ancora visi, profumi, sguardi, infinite gambe.

Una strana sensazione la colse varcando il cancello d’entrata di una villetta bassa, era quasi un’estranea, ma qualcosa la spingeva inesorabilmente all’interno.

Le mani gli presero a sudare, il cuore gli batteva in gola, le gambe gli tremavano.

Girò la chiave nella porta, la serratura scattò, aprì la porta piano ed una voce la avvolse: – mamma sei tu, sei tornata?

La Sig.ra S. è tornata a casa.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *