Dimenticanze

Nuvole leggere

Nuvole leggere

“Mi sono dimenticato di qualcosa, ma non ricordo cosa”.

Quante volte vi sarà capitato! Avere quella sensazione particolare che per quanto cerchiamo di scacciare, rimane lì in un angolino della testa.

Alcune volte sono dimenticanze lievi.

Come quella mattina che sono uscito di casa e mi sono avviato a passo sicuro verso la fermata dell’autobus.

Dopo aver un po’ di strada, ho sentito un’insolita arietta freddolina ai piedi e ho guardato in basso.

Ero uscito vestito di tutto punto, ma in ciabatte!

Avevo la sensazione di qualcosa di diverso, ma stando a casa sempre in ciabatte mi ero abituato a camminarci.

Insomma, dopo uno sguardo attorno, sono tornato indietro con un incedere molto meno sicuro di quando ero uscito.

Altre volte sono dimenticanze meno lievi.

Dimenticanze gravi, di quelle drammatiche che popolano le cronache dei giornali.

Come di quel tipo che ha dimenticato il figlio in macchina e quando è tornato non lo ha più trovato… salvo poi venire a sapere dalla polizia che era in una stazione di servizio sull’autostrada.

Il dramma era stato evitato, il figlio era illeso e stava bene, almeno finché non è arrivato il padre e la madre che non hanno atteso nemmeno di stare lontani dai giornalisti e dalla polizia per dimostrare la loro emozione nel ritrovare il loro figlio: il padre con una manata l’ha traslato di cinque metri.

Del resto, come non comprendere tanta “gioia” nei genitori quando hanno saputo che il loro figlio diciottenne si era fatto solo duecento chilometri per andare dalla fidanzata con l’auto di famiglia e visto che l’amore è cieco e non aspetta, non aveva visto una decina di autovelox, né la lancetta della temperatura: il motore era fuso, ma in compenso aveva diverse foto della macchina lanciata a 180 km/h come ricordo!

Oppure quante volte vi chiedono: “visto che esci prendi il bzz bzz…”.

Allora uscite sicuri di poter adempiere al compito che vi hanno assegnato.

Ma mentre siete sulla strada del ritorno ecco che vi sovviene l’immagine della persona che vi dice: “visto che esci prendi il bzz bzz…”. Il ricordo e l’immagine sono vividi, sentite la voce della persona come fosse davanti a voi, ma quando arriva a dire la cosa da prendere sentite solo “bzz bzz…”. La pellicola del vostro film mentale si è rovinata proprio nel fotogramma più importante.

E sapete che non esiste nessun modo per richiamare alla mente quello che vi hanno chiesto, se non quando rientrati vi ritrovate la persona davanti, allora il ricordo riappare e… sconsolati uscite di nuovo.

Ora di cosa mi sono dimenticato? Non lo so, sennò se lo ricordavo cosa stavo qui a scrivere.


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