I commenti in prima pagina

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Da poche settimane è in edicola un giornale nuovo che però sembra differenziarsi da tutti gli altri.
Si chiama “Commenti in prima pagina” e vi assicuro che il titolo rispecchia i contenuti. Si perché a differenza dei giornali a cui siamo abituati, in questo le notizie sono messe in fondo alla pagina, anche in caratteri non molto grandi. Quelli che invece spiccano sono i commenti alla notizia, ma badate bene non di persone importanti o conosciute, bensì di persone qualsiasi, dell’uomo della strada come ci assicura lo stesso direttore, a cui giriamo subito la domanda: – Ma perché questa scelta?

– È la domanda che ci fanno tutti nell’ambiente giornalistico – risponde sorridendo mentre gioca con la penna fra le dita – Ma lo capisco.
– Lo facciamo – continua – perché pensiamo che ormai le notizie viaggiano su tutti i canali possibili, giornali, radio, internet, cellulari. Pensi che ieri mattina mentre prendevo il caffè in un bar ho potuto vedere tutta la rassegna stampa al televisore sulla parete del bar e tutto nello spazio di un caffè! La gente sa quello che succede e sempre in meno tempo visto che le notizie sono sempre più sintetiche, ma questo è un altro discorso e problema.
– Quello che invece la gente vuole sapere – continua – è la reazione che quella determinata notizia suscita negli altri. E per altri non intendiamo l’opinione degli esperti, professori o tecnici, ma quello della gente comune, comune come chi legge.

– Mi permetta direttore – lo incalzo – ma perché a me, uomo medio, dovrebbe interessarmi il commento e l’opinione del mio vicino per esempio, piuttosto di un esperto che può anche aiutarmi a farmi capire meglio?

– Perché l’opinione dell’esperto – ribatte – può si aiutarmi a capire meglio la notizia, ma con lui non posso sentire di condividerla perché comunque l’esperto lo percepisco sempre come una persona distante, invece i commenti, anche semplici, di persone come me mi fanno sentire meno solo nella notizia. Mi spiego meglio – lascia la penna, si sporge dalla sedia e dopo una leggera pausa, con voce pacata riprende – se per esempio esce la notizia di una grave situazione finanziaria, leggendo i commenti di persone come me, magari scopro che non sono il solo a provare insicurezza per il futuro e allora la notizia la condivido e sento più forte il desiderio di capire come risolvere la situazione.

Sto per fare un’altra domanda, ma con un gesto accennato della mano mi interrompe.

– Oppure pensiamo alle notizie di gossip – torna ad appoggiarsi allo schienale e con un fare ironico riprende. – Spesso leggiamo notizie di gossip su giornali quotidiani, anche nazionali e questo ci può far ritenere che la notizia che a noi sembra superficiale invece a molti interessa. Allora può accadere che la persona si isola pensando di essere l’unica a ritenere quella notizia stupida, oppure si ricrede e comincia a pensare che forse è lei che sbaglia e inizia ad interessarsi a tale genere di notizie. In tutti e due i casi in qualche modo si crea una alterazione della realtà.
Invece – continua – se legge sul nostro giornale commenti negativi di persone che la pensano come lei, allora capisce di non essere sola e riesce a dare alla notizia il giusto peso e a farsi una vera opinione.

– Mi scusi direttore – lo interrompo – una delle critiche che le hanno mosso è quella che riportando i commenti di persone non esperte, si rischia che alcune notizie scatenino un allarmismo esagerato se non addirittura il panico.

– Le rispondo con due domande – mi ribatte – lei ritiene che le modalità con cui si danno oggi le notizie non siano già allarmistiche se non esagerate? E inoltre, lei non pensa che allarmi di più una persona la sola notizia secca o l’opinione fredda di un esperto, piuttosto che leggere e condividere con altri le reazioni?

– Grazie direttore e in bocca al lupo per la vostra iniziativa

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